Ristorante Dal Bischero


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La Poesia

Curiosita'

Scoperta (San Pietro di Ozzano Emilia)

Piccole stradine di collina
carezzano calanchi
da artistica mano cesellati
si soffermano rapiti sguardi
in sfuggente attimo
poi
un irta discesa sembra volerti far cadere
in nuova emozione di estasianti visioni
inaspettatamente donate
Verde prato dal rotondeggiante declivio
soffice tappeto su cui posar riverente passo
mentre vecchie rovine di tempi trascorsi
ancor oggi si impongono all'attenzione
Il silenzio del poggio
rotto solo dal frusciante freddo vento
di questo incerto autunno
si pone a colonna sonora
di una beltà
tanto vicina quanto ignorata
grazie a colui che
tal piccolo paradiso mi portò a conoscer
in esso
torno per ritrovar me stesso
e le mie antiche origini
di uomo che in questo tempo vive
ma che nel passato vorrebbe traslar il passo suo



IL CALCIANTE -
Questa poesia è dedicata a tutti coloro che hanno
giocato al calcio storico fiorentino -

Madonna che botte
Nella sabbia di santa croce
Mi sento l'ossa rotte
Ma cerco di prender corsa veloce
Il color del mio rione porto addosso
Antico armigero mi sento in questa piazza
Corro con la palla tanto da aver il fiato grosso
Mentre la folla urla pazza
Li vedo di fronte e so che son cazzotti
Ma voglio la caccia per la mia bandiera
Mi accompagnan canti e motti
Mentre su Firenze cala la sera
Passo la palla mentre la maglia va a brandelli
Tira tira maremma puttana
Vedo la rete tirare gli anelli
L'è caccia e di quella sana
Forse i turisti anche se divertiti
Diran che siam barbari da violenza guidati
Ridotti a stracci abbiam gli antichi vestiti
I volti sporchi e sudati
No siam calcianti
Che nel segno del giglio
La tradizion portiamo avanti
E speriam che cosi faccia nostro figlio
Perche Firenze in questo gioco antico
Rivive le sue glorie passate
E per questo io vi dico
Quando i cori del rione ascoltate
Fermate il passo e guardateci in faccia
Vedrete i volti di fieri giovani
Che per far una caccia
Si picchian a piene mani
Ma che finita la tenzone
Mentre si torna sconfitti o vincitori
Col corteo nell'androne
Abbiam Firenze nei nostri cuori



Forte Belvedere

L'antiche mura percorro verso il castel di belvedere
L'arco di centenaria fattura
m'accoglie in se
Donandomi la vista della ripida scalinata
Le vecchie pietre consunte dal tempo
Fan riecheggiare il mio lento passo
Nell'androne le cui volte annerite
Lasciano intravedere il verde prato sovrastante
Ecco adesso Firenze mi beo
Dai pertugi che di volta in volta si aprono
Nel camminamento una volta percorso da soldati
Nuove prospettive dona di se l'amata città
Respiro l'aria fiorentina mentre in basso i vialetti del giardin di boboli
Si offrono civettuoli al mio sguardo
Quasi un labirinto costellato di armoniche forme
Da cesellanti mani create
Che a ingentilir il gia gentile esser bello son poste
Sposto lo sguardo seguendo il corridoio vasariano
E mi trovo sull'arno e il suo vecchio ponte
Piccola miniatura artisticamente incastonata
Quasi a dar risalto al punto piu scarno di bellezze
ma è solo un attimo poi ecco gli ufizi e le loro volte che guidano
L'amante occhio verso la torre d'Arnolfo e la sua bella piazza
Brulica di turisti la marmorea lapide laddove il savonarola arse
Ora come allora la folla si bea di cotanta armonia
Lo sguardo fuggente percorre le piccole stradine
Che verso lo svettante campanile di lustro marmo dai diversi colori
Fa sfoggio quasi fosse una freccia che dal cielo porta a osservar
L'ovale piazza ove duomo e battistero si contendon l'ammirazione
Sta calando la sera
Le prime luci si accendono sui lungarni
E il mio passo riporto verso quella città che adoro
Tornandone a far parte.



La stradina

Quella stradina stretta
Che da Fiesole
Per San Domenico
Scende ripida come un torrente montano
Quasi gli antichi fiorentini una volta beatisi del paesaggio
Volessero in fretta tornarne a far parte
Quante volte percorsa in gioventù
Con profumate fanciulle
E quante soste nel piccolo piazzale isolato
A metà della folle discesa
Una curva e poi
Donavi vantandoti
L'estasiante visione
Della tua città oramai sopita
Meravigliosa nel silenzio notturno
Che come la piu civetta delle donne
Per trascorrere ruffiana notte
Si era rifatta il trucco con luci tenui
Che i suoi amorevoli contorni esaltavano
Grazie Firenze per avermi fatto da ruffiana
Oggi quella stradina stretta
Che da Fiesole
Per San Domenico
Scende ripida come un torrente montano
Sembra non esser piu conosciuta
È cambiato il mondo
Non c'è piu
Quel cercar amore in ruffiani siti
Adesso sfrecciano su comode strade
Dimenticando l'amore per una città che
Se amata
Amor rende



La festa del Grillo
(Festa fiorentina che si celebra nel giorno dell'Ascensione)

Su gente venite
C'è il grillo venite a festeggiare
L'ascension di nostro signore
Fra grilli belle donne e bancarelle
Qui alle cascine si gode il profano del santo giorno
Venite bambini fatevi comprare il grillo
Che nella piccola gabbietta dalle multiformi fogge
Canterà in queste prime caldi notti fiorentine
Donando musicalità ad ogni via
E via col grillo sul prato il tempo di stender un lenzuolo
Che le donne pongon in bella vista
La loro fatica mattutina
Per render piacevole questa giornata
Con prelibati manicaretti
Invidiati dal vicino gruppo
Mamma mamma guarda c'han le frittelle
Su sta bono unne mica carnevale le saranno pure avanzate
Dice stizzita rimproverandosi di non aver fatto anche lei bella figura
ma si rincuora allorché aperto il cestino
Il profumo di panzanella va a stuzzicar nuovi appetiti
Venite a prendere il grillo
Ancor si sente da lontano la voce oramai roca
Mentre i primi palloni iniziano a volteggiare in aria
Sfuggiti alle flebili prese fanciullesche
Alla fontana del quercione
Due innamorati fan bicchier con mani
Offrendosi l'un l'altro ristoro
Che poi in bacio ardente finisce
Facendo volger lo sguardo a anziane signore perbeniste
La sera sopraggiunge la folla pian piano svanisce
E nei prati rimangon solo i grilli invenduti
Loro son i veri fortunati
Stanotte ancora liberi canteranno




Amici

Cosa occorre per diventar amici
poche note,
soffermarsi ad ascoltar voci che donano emozioni
e sentirsi tutti assieme uniti
Fuori un mondo che cerca sempre di fregarti
Ma qui stasera ci son dei valori





Ritorno

Bello rivederti
Anche se da poco ci siam lasciati
Bello sentire sempre quello strano battito
Leggermente accelerato
Anche oggi ti vivo
E grazie a te esisto



Ottobrata (stornellata toscana)

Messer autunno è arrivato
Dal grosso mantello riparato
Il suo passo frettoloso avvia
Sinchè un ristoro si para sulla via
Lontan da caos e vita stressante
Inizia a mangiar bruschetta croccante
E per godersi il piacere della vita
Eccolo gustarsi la ribollita
Per terminar in maniera sopraffina
Si cimenta con la fiorentina
Si è freddo e la strada tanta
Ma questo mangiar inno alla vita canta
La sua soddisfazione vuol manifestare
E al paesaggio nuovi colori ecco donare
Affinché il viandante spinga li il suo passo
E dal bello e dal buono resti di sasso
Con voce un po' fredda da vento sospinta
Sembra cantare in maniera convinta
"Su gente andate in collina
Dal Bischero v'aspetta la fiorentina"


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